Infortunio sul lavoro e INAIL: le 5 cose che nessuno ti dice
1. L'INAIL non copre tutto il danno subito
È la cosa più importante e meno conosciuta. Quando si subisce un infortunio sul lavoro, la prima risposta è sempre "ci pensa l'INAIL". Giusto, ma solo in parte. L'INAIL eroga un indennizzo che copre una porzione del danno biologico e alcune voci di spesa, ma lascia fuori elementi fondamentali.
- Il danno morale ed esistenziale causato dall'infortunio
- Il lucro cessante completo (la perdita di reddito effettiva)
- Il danno biologico per invalidità inferiori al 6%
- Le spese mediche non convenzionate con l'INAIL
- Il danno da perdita di chance lavorative o di carriera
Questo significa che anche chi riceve l'indennizzo INAIL può avere diritto a un risarcimento aggiuntivo, se l'infortunio è stato causato da una condotta colposa del datore di lavoro o di un terzo.
2. Esiste il danno differenziale — ed è spesso significativo
Il danno differenziale è la differenza tra il danno complessivo subito dal lavoratore e quanto già corrisposto dall'INAIL. È la parte che il datore di lavoro (o il terzo responsabile) deve pagare in aggiunta all'indennizzo assicurativo.
Il calcolo non è immediato: il giudice valuta il danno totale secondo i criteri civilistici, detrae l'importo INAIL, e la differenza è quello che ti spetta ulteriormente. In molti casi questa cifra è significativa, soprattutto quando l'invalidità permanente è superiore al 16%.
3. Il tragitto casa-lavoro è coperto dall'INAIL
Molti lavoratori non sanno che l'infortunio in itinere, cioè quello che avviene durante il percorso tra casa e posto di lavoro, è tutelato dall'INAIL esattamente come un infortunio avvenuto in fabbrica o in ufficio.
Vale con qualsiasi mezzo di trasporto: auto, moto, bicicletta, mezzi pubblici, a piedi. L'importante è che il percorso sia quello normale e necessario, senza deviazioni personali significative.
Se durante il tragitto casa-lavoro sei stato investito o tamponato da un altro veicolo, hai diritto sia all'indennizzo INAIL sia al risarcimento dall'assicurazione del responsabile. I due sistemi si sommano, con le opportune regole di coordinamento.
4. Hai 3 anni per agire — non 2 come per gli incidenti stradali
Per gli incidenti stradali il termine di prescrizione è 2 anni. Per gli infortuni sul lavoro è diverso: il lavoratore ha 3 anni per agire civilmente contro il datore di lavoro, che decorrono dalla data in cui l'INAIL ha definito la rendita o dall'infortunio stesso.
Attenzione però: 3 anni sembrano tanti, ma le prove si deteriorano nel tempo. I testimoni diventano irreperibili, i documenti si perdono, le perizie diventano più difficili. Agire entro il primo anno è sempre la scelta migliore.
5. Puoi agire contro il datore di lavoro — anche se hai già l'INAIL
Molti lavoratori credono che accettare l'indennizzo INAIL significhi rinunciare ad altri diritti. Non è così. Le due tutele coesistono e ricevere l'indennizzo INAIL non preclude la possibilità di agire civilmente per il danno differenziale.
- Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
- Mancata fornitura o inadeguatezza dei dispositivi di protezione (DPI)
- Formazione insufficiente sui rischi specifici della mansione
- Macchinari difettosi o non a norma
- Organizzazione del lavoro non sicura
- Responsabilità di un soggetto terzo (appaltatore, manutentore, fornitore)
In questi casi è possibile ottenere il risarcimento del danno differenziale che, sommato all'indennizzo INAIL, porta al risarcimento completo di quanto subito.