Cosa fare subito dopo un infortunio sul lavoro
Nei minuti e nelle ore successive a un infortunio sul lavoro ogni azione conta. Non solo per la tua salute, ma per tutelare il tuo diritto al risarcimento. Ecco la sequenza corretta.
Chiedi soccorso e mettiti al sicuro
Se la situazione lo richiede chiama il 118. Allontanati dalla zona di pericolo e non riprendere l'attività lavorativa prima di essere stato visitato da un medico.
Comunica l'infortunio al datore di lavoro
Avvisa il tuo responsabile immediatamente, anche verbalmente. Questa comunicazione fa scattare l'obbligo di denuncia all'INAIL entro 2 giorni.
Vai al pronto soccorso o dal medico di base
Fatti visitare e chiedi il certificato medico INAIL, che deve indicare la diagnosi, la causa lavorativa e la prognosi in giorni. È il documento più importante per aprire la pratica.
Documenta la dinamica dell'incidente
Se puoi, fotografa il luogo e i macchinari coinvolti. Annota i nomi di eventuali colleghi testimoni: questi elementi saranno utili in caso di contestazione.
Conserva tutta la documentazione medica
Referti, prescrizioni, ricevute di farmaci, fatture di visite e fisioterapia. Ogni spesa documentata può essere inclusa nella richiesta di risarcimento.
Non firmare dichiarazioni in cui attribuisci la colpa a te stesso, non accettare accordi economici informali dal datore di lavoro e non sottovalutare lesioni che sembrano lievi: alcune conseguenze si manifestano solo nel tempo.
Come funziona la denuncia INAIL
L'INAIL è l'ente che gestisce la tutela dei lavoratori infortunati. La denuncia non spetta al lavoratore ma al datore di lavoro, che ha l'obbligo di presentarla entro termini precisi dalla ricezione del certificato medico.
- Il lavoratore comunica l'infortunio al datore di lavoro subito o appena possibile, consegnando il certificato medico INAIL
- Il datore di lavoro denuncia all'INAIL entro 2 giorni dalla ricezione del certificato medico
- In caso di infortunio con prognosi superiore a 3 giorni, la denuncia è obbligatoria
- In caso di morte o pericolo di vita, la denuncia deve essere immediata (entro 24 ore)
- Il lavoratore può presentare denuncia direttamente all'INAIL se il datore di lavoro non lo fa
Il certificato medico INAIL
Non è un semplice certificato di malattia. Deve essere redatto da un medico abilitato e contenere la diagnosi, la causa lavorativa dell'infortunio e la prognosi in giorni. Senza questo documento l'INAIL non può aprire la pratica.
Cosa copre l'INAIL — e cosa non copre
L'indennizzo INAIL è una tutela importante ma parziale. Capire cosa non copre è essenziale per sapere se hai diritto a qualcosa in più.
- Indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta (dal 4° giorno, pari al 60% della retribuzione)
- Rendita per inabilità permanente superiore al 16% per i lavoratori dipendenti
- Rendita ai superstiti in caso di morte
- Cure mediche e riabilitative tramite strutture convenzionate
- Protesi e ausili
- Il danno biologico nella sua interezza (coperto solo parzialmente, non sotto il 6%)
- Il danno morale ed esistenziale
- Il lucro cessante completo
- Le spese mediche non convenzionate
- Il danno da perdita di chance o di carriera
Questa differenza tra ciò che l'INAIL eroga e ciò che hai effettivamente perso si chiama danno differenziale ed è la base su cui si costruisce la richiesta di risarcimento aggiuntivo.
Il risarcimento aggiuntivo oltre l'INAIL
Ricevere l'indennizzo INAIL non preclude il diritto a un risarcimento ulteriore. Le due tutele coesistono, ma quella civile viene ridotta di quanto già percepito dall'INAIL.
Quando si può chiedere il risarcimento aggiuntivo
- Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
- Mancata fornitura o inadeguatezza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
- Carenza di formazione e informazione del lavoratore sui rischi
- Macchinari difettosi o non a norma
- Organizzazione del lavoro non sicura
- Responsabilità di un terzo (appaltatore, manutentore, fornitore)
Come viene calcolato
Il giudice calcola il danno complessivo (biologico, morale, patrimoniale) e detrae quanto già percepito dall'INAIL. La differenza è il danno differenziale che il datore di lavoro o il terzo responsabile deve corrispondere.
Infortunio in itinere
L'infortunio in itinere è quello che avviene durante il tragitto tra abitazione e luogo di lavoro, o viceversa. È tutelato dall'INAIL esattamente come un infortunio avvenuto in sede lavorativa, con qualsiasi mezzo di trasporto.
Quando è tutelato
L'INAIL tutela l'infortunio in itinere quando il percorso è quello normale e necessario per raggiungere il posto di lavoro. Non è necessario usare mezzi pubblici: anche con la propria auto o in bicicletta si è coperti.
L'INAIL può rifiutare la tutela se hai effettuato una deviazione dal percorso normale per ragioni personali non necessarie. Le deviazioni brevi e giustificate (es. accompagnare i figli a scuola) sono invece generalmente ammesse dalla giurisprudenza.
Infortunio in itinere con un altro veicolo coinvolto
Se l'infortunio è causato da un altro veicolo durante il tragitto casa-lavoro, il lavoratore ha diritto sia all'indennizzo INAIL sia al risarcimento dall'assicurazione del responsabile. I due sistemi si integrano.
Quando agire e a chi rivolgersi
Non ogni infortunio giustifica un'azione aggiuntiva. Ma ci sono situazioni in cui non agire significa rinunciare a un risarcimento a cui si ha pieno diritto.
- Hai riportato lesioni con invalidità permanente, anche parziale
- L'infortunio è stato causato da mancanza di sicurezza sul lavoro
- Hai perso reddito significativo durante la convalescenza
- Il datore di lavoro non ha denunciato l'infortunio all'INAIL
- L'INAIL ha riconosciuto un'invalidità inferiore a quella reale
- L'infortunio ha causato conseguenze permanenti sulla tua vita lavorativa o quotidiana
- Sei un lavoratore autonomo o parasubordinato con copertura INAIL ridotta
Il termine di prescrizione per l'azione civile è di 3 anni dalla data in cui l'INAIL ha definito la rendita o dall'infortunio stesso. Non aspettare: la raccolta delle prove diventa più difficile col tempo.